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postheadericon DISMISSIONE TERRENI ENTI PUBBLICI

Più terreni e a condizioni economiche di maggior favore. Nel piano di alieneazione degli immobili pubblici la manovra del governo Monti ha confermato l’operazione di dismissione dei terreni agricoli già prevista dalla legge di stabilità del precedente governo. Ma con alcuni correttivi che potrebbero ulteriormente favorire la vendita agli agricoltori. È stata infatti allargata la potenziale offerta.

 

Non più solo i terreni a vocazione agricola di Stato, regioni, comuni e di tutti gli enti pubblici, ma anche quelli agricoli sulla base di segnalazione dei soggetti interessati. Dunque non solo un agricoltore potrà acquistare superfici coltivabili nel caso in cui il comune o la regione le metterà in vendita, ma potrà egli stesso farsi parte attiva se viene a conoscenza della disponibilità di superfici agricole abbandonate. Può infatti segnalare all’ente l’area in dismissione. Un’altra novità di rilievo è la base di prezzo da cui partiranno le aste. Come è noto oltre i 400mila euro ci sarà l’asta pubblica, al di sotto di questo valore si applicano le trattative private. Il riferimento è quello dei Vam (valore agricolo medio) di cui si tiene conto anche per gli espropri. Una base di partenza vantaggiosa per gli agricoltori. Tra l’altro il riferimento al Valore agricolo medio porrebbe anche fine alla querelle in corso sugli espropri a seguito di una sentenza della Cassazione che non li ha più ritenuti legittimi. Una presa di posizione che rischiava di bloccare i calcoli per i terreni espropriati per fare spazio a grandi opere viarie, a partire dalla Brebemi e dalla Pedemontana. Gli imprenditori agricoli possono farsi promotori di una vera e propria proposta di dismissione dei terreni agricoli che non siano utilizzabili per altre finalità istituzionali pubbliche grazie all’articolo 27 del decreto che consente agli Enti proprietari di vendere i terreni agricoli e a vocazione agricola anche su richiesta dei soggetti interessati all’acquisto». Secondo le stime effettuate in base ai dati dell’ultimo censimento Istat il patrimonio che potrebbe finire sul mercato è di 338.000 ettari di terreni agricoli, per un valore di oltre 6 miliardi di euro e la potenzialità di attivare più di 40mila imprese di giovani. Per favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile è riconosciuto il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, così come definiti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185.

(fonte Agrisole)

Ultimo aggiornamento (Martedì 27 Dicembre 2011 10:30)

 
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